Oreste Albertini

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albertini_oreste-dipintoOreste Albertini era un uomo d’animo pacifico, amante della natura, della verità e dell’arte. Le opere che realizzò sono profuse di dolcezza e poesia. Il suo soggetto preferito era evidentemente la natura, in particolar modo i paesaggi montani (come fu per il suo ispiratore Segantini che trascorreva molto tempo nella natura per poterla ritrarre fedelmente); la natura era per lui molto di più che un’immagine da riprodurre su tela, era un modello etico, era lo scrigno del bello e del vero, per questo non cercò mai di alterarla o d’inserire altri elementi nelle sue opere.

Si è affermato, fin da suoi tempi, che fosse un divisionista, ma Oreste Albertini negò sempre anche se si sa che colse diverse volte l’ispirazione della tecnica divisionista che fuse con la tradizione atmosferico-luminista lombarda. Nella sua pittura dalle pennellate morbide ed eleganti  s’intravede l’ammirazione per la natura, la solitudine, l’importanza della luce, intesa come simbolo, nonché dei colori e tutta la sensibilità di questo grande talento della pittura italiana.

Nacque a Torre del Mangano nel 1887 e la sua passione per la pittura fu evidente fin dalla giovinezza. La sua formazione artistica avviene nella scuola civica Pavese, che lui lasciò a tredici anni per fare da apprendista all’artista Maroni con cui affresca la Chiesa di Besano a Varese.

Riprese gli studi nel 1910, frequentando le lezioni serali in una scuola di Decorazione Professionale dell’Umanitaria e dell’Accademia di Brera. Pagò questi studi lavorando come meccanico tornitore in fabbrica e decorando ville durante il primo dopo guerra.

All’inizio degli anni venti si sposò con Rosa dalla quale ebbe due figli che amava spesso ritrarre. Si sistemano a Besano, dove Oreste Albertini si dedica totalmente alla pittura, salvo per un viaggio effettuato a Viconago fra il 1925 ed il 1932. Inizialmente affidò la vendita delle sue opere a Zecchini, una figura importante della loggia dei mercanti di Milano, ma in seguito di occuparsene da solo. I periodi di vacanza era solito trascorrerli in montagna.

Sempre negli anni venti espose diverse volte a Milano, dove aprì anche uno studio personale. Nel 1937 si trovò in viaggio verso Assisi per trascorrervi una vacanza mentre negli anni quaranta si dedicò a diverse mostre in varie città d’Italia. Gli ultimi anni  prima della sua morte, 1953, li trascorse esclusivamente a Besano dipingendo.

Tra le sue opere più note ricordiamo: Vespero, Rive dorate e Tramonto sul Generoso.

 

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