Corcos Vittorio Matteo

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VITTORIO_CORCOS-dipintoVittorio Matteo Corcos è senz’altro da considerarsi uno dei più grandi maestri del realismo italiano.

Nacque a Livorno nel 1859. Circa la sua formazione, si sa che nel 1875 frequentò la scuola privata di Giuseppe Bolsoni e poi entrò nell’Accademia di Belle Arti a Firenze ed ebbe Pollastrini come mentore. Vinse una borsa di studio a Livorno che gli consentì di spostarsi a Napoli (1878 – 1879) per far da apprendista a Morelli da cui apprende molta della base del suo stile pittorico. Durante quegli anni vinse anche una medaglia d’argento con l’opera “Figura”.

Il 1880 fu l’anno della svolta per Corcos, espose infatti una delle sue prime opere “L’arabo in preghiera” alla Promotrice Salvator Rosa e poi il dipinto fu acquistato da re Umberto I. L’anno stesso si recò a Parigi dove riuscì ad inserirsi nella casa d’arte Goupil, collaborando con loro per 15 anni.

Nel mentre frequentò lo studio di Leon Bonnat dove apprese l’arte ritrattistica, iniziò a dedicarsi ai ritratti femminili e con ogni probabilità ebbe modo di conoscere alcuni artisti dell’Impressionismo.

Emerge così la sua tecnica raffinata, le pennellate delicate e decise, i colori brillanti che si armonizzano con la luce, lo stupefacente realismo, la poesia dei paesaggi (una lieve influenza impressionista probabilmente). La pittura è sempre attenta, meticolosa, levigata e nitida. Risalta subito la connessione fra la ricercatezza francese ed il naturalismo napoletano. Fra le sue opere più note realizzate per la casa d’arte Goupil citiamo:  Les Papillons, Age ingrat, Le nouveau né, L’amateur des estampes.

Agli inizi degli anni ottanta dell’ottocento Corcos fece ritorno in Italia andando a vivere a Firenze. Espose diverse volte al Salon (1882, 1886, 1885) con “A La Brasserie” e “Ritratto di madame”. Infine, nel 1887, sposò la donna che lo introdusse nei salotti letterari dove ebbe modo di coltivare una profonda amicizia con Carducci e D’Annunzio. Produrrà anche dei ritratti del Carducci come di molte altre personalità importanti, fra il 1888 ed il 1892.

Nel 1896 presenta “Sogni”, la sua opera più celebre, alla mostra di Firenze denominata Festa dell’arte e dei fiori. Il dipinto suscitò un po’ di rumore per la presunta spregiudicatezza ma anche stupore perché fu segretamente molto ammirato.

Dopo un viaggio in Inghilterra approdò in Germania dove si dedicò per anni ai ritratti dei reali, primo fra tutti Guglielmo II (1904). Ritornato in Italia, si dedicò a diversi eventi quali mostre retrospettive per artisti famosi. Morì a Firenze nel 1933

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