Tintoretto, Jacopo Comin

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tintoretto-quadroJacopo Comin, noto anche come Jacopo Robusti, il Furioso e Tintoretto, fu un grande pittore italiano passato alla storia come uno dei pittori più talentuosi del periodo rinascimentale. I vari soprannomi si riferiscono a vari elementi della sua vita e della sua componente artistica.

Nacque a Venezia nel 1518 figlio di un tintore di panni, da qui il soprannome il Tintoretto, che aveva combattuto per difendere, dalle truppe imperiali durante la Guerra della Lega di Cambrai, le porte di Padova detta “robusta” per cui fu soprannominato Jacopo Robusti. Infine il soprannome il Furioso gli fu attribuito per via dell’energia delle sue pennellate.

Della formazione del Tintoretto non si sa tantissimo, si svolse sempre a Venezia probabilmente con Tiziano come mentore, sotto la sua guida apprese molte delle tecniche della scuola veneziana di cui rimane indelebile l’impronta nelle sue opere, sia nell’uso del colore che della luce. Essendo tuttavia uno spirito ribelle il Tintoretto fu presto espulso dalla scuola, in seguito si suppone che abbia frequentato la Scuola Grande di San Marco. Salvo che per due viaggi, a Roma nel 1545 ed a Mantova nel 1580, il pittore trascorse tutta la sua vita a Venezia.

Le commissioni di opere importanti ebbero inizio nel 1547 con la “Cena di San Marcuòla” a cui seguì la “Liberazione dello schiavo” l’anno successivo. Quindici anni dopo giunse un’altra commissione molto importante: “I miracoli di San Marco”, una serie di tele volute dalla Scuola Grande di San Marco ed un’altra serie di dipinti fra cui ricordiamo “Il ritrovamento del corpo”, “Storie della Passione” e “Storie dell’infanzia della Vergine e di Cristo”.

Successivamente l’artista prese parte ad un concorso con la tela raffigurante “La gloria di San Rocco” mentre fra  il 1575 e il 1581 si dedicò ad alcuni affreschi nella Scuola di San Rocco a tema biblico fra cui ricordiamo “L’Adorazione dei pastori” per la Sala Grande mentre fra il 1583 e il 1587 si dedicò alla Sala inferiore con una serie di dipinti fra cui  “Vita della Vergine”, “L’Infanzia di Cristo”, “Santa Maria Maddalena leggente” e “Santa Maria Egizìaca in meditazione”.

Infine lavorò alla  decorazione di una parete della Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale e nel 1592 per il presbiterio di San Giorgio Maggiore, opera che si concluse nel 1954 anno della sua morte a Venezia.

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