Libero Andreotti

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libero-andreotti-operaLibero Andreotti fu un grande artista poliedrico, illustratore e ceramista ma soprattutto scultore, uno dei più grandi del Novecento.

Libero Andreotti nacque a Pescia nel 1875 e sin da giovane, ovvero dall’età di otto anni, lavora come fabbro per poi smettere verso i diciassette anni quando decise di frequentare un corso per diventare maestro delle elementari. Un corso che non portò mai termine poiché incontrò a Lucca, nel 1897, Alfredo Caselli, Giacomo Puccini e Giovanni Pascoli che gli fecero scoprire la bellezza dell’arte.

Grazie ad uno zio, Libero Andreotti trovò lavoro presso una libreria palermitana dove tuttavia non si trovò a suo agio ragion per cui decise presto di tornare a Firenze (1899) dove proseguì con la sua carriera d’illustratore e ceramista.

Successivamente l’artista partì alla volta di Milano dove iniziò ad interessarsi alla scultura (1904)  in scala ridotta, fu molto importante in questo periodo l’amicizia con Vittore Grubicy de Dragon che divenne una sorta di mecenate per l’artista. Fu grazie a lui che prese parte alla VII Esposizione internazionale d’arte alla Biennale di Venezia con quattro sculture di cera: Lucertolina, Madame Herosse,Adolescente e La gatta.

Quindi terminata questa esperienza partì verso Parigi dove potè approfondire gli studi e la tecnica, si unisce  al gruppo della Giovane Etruria con Galileo Chini, Plinio Nomellini, Sergio Tommasi e Sirio Tofanari con cui partecipa alla VII Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia con il bronzo Purosangue. Nel 1908 prende parte all’Esposizione Torricelliana a Faenza con Donna Vittoria continuando ad esporre a Parigi.

Tuttavia a causa della prima guerra mondiale (1914) dovette far rientro in Italia dove insegnò all’Accademia di Firenze con Domenico Trentacoste.

Una delle più prestigiose commissioni che gli furono affidate risale al 1922, quando gli furono commissionati i lavori ai monumenti di Saronno, alla basilica di Santa Croce a Firenze ed all’Arco della Vittoria di Bolzano.

Negli ultimi anni della sua vita e della sua attività non si allontanò da Firenze dove fu sepolto a seguito della sua morte avvenuta nel 1933.

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