Giuseppe Falchetti

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giuseppe-falchetti-telaGiuseppe Falchetti nacque a Caluso, in provincia di Torino, nel 1843 da una modesta famiglia di artigiani. Fin da giovane mostrò grande interesse per l’arte ed infatti a soli 12 anni lasciò il proprio paese per trasferirsi in città sotto la guida del maestro paesaggista Camino.

La sua istruzione non dipese comunque solo dal maestro torinese ma anche dalle visite alle gallerie sabaude, da cui deriva la predilezione del Falchetti per la rappresentazione delle nature morte. La sua fama esplose nel 1862 con la partecipazione alla mostra della Società Promotrice Torinese di belle arti, a cui continuò a partecipare poi fino al 1913, in cui propose tre paesaggi: Le sponde della Bormida, Lago di Candia e Veduta alpestre.

Venne notato nell’ambito delle famiglie nobili di Torino proprio grazie alla pittura di paesaggi romantici, boschivi e anche di derivazione fiamminga, in cui inseriva dettagli ed elementi prova della sua abilità. Nel 1860 aprì il suo studio a Torino, e proseguendo la sua carriera artistica preferì dedicarsi alla natura morta, con composizioni equilibrate e piacevoli, caratterizzate da un sapiente utilizzo dei colori e dei chiaro-scuri per armonizzare la struttura del dipinto.

La sua bravura divenne talmente riconosciuta da fornirgli la commissione da parte del Ministero dell’Agricoltura di dover redigere l’ampelografia illustrata dell’uva italiana da vino e da tavola, ed è anche per questo motivo che sono numerosi i dipinti che ritraggono tale soggetto presso la Galleria d’arte moderna di Torino, tra cui Grappoli d’uva e fiasco e Grappoli d’uva e pannocchie, più altri dipinti nelle collezioni private.

Dal 1915 al 1917 espose presso il Circolo degli Artisti, dove ottenne altri riconoscimenti e commissioni. Falchetti fu inoltre un abile disegnatore le cui stampe oleografiche sono diffuse sia in Italia che all’estero. Morì nel 1918 a Torino.

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