Giacomo Manzù

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manzu-giacomo_operaGiacomo Manzù fu un grande scultore italiano, molto apprezzato per la sua particolare ispirazione di tipo religioso, che traspare in molte sue opere.

Nato a Bergamo, il 22 dicembre 1908, il vero nome dell’artista era Giacomo Manzoni, mentre quello con cui lo conosciamo è uno pseudonimo, un nome d’arte con cui decise di fregiarsi.

Lo scultore proveniva da una famiglia relativamente semplice: il padre, Antonio Manzoni, era calzolaio e sagrestano, e con la moglie Maria Pesenti, aveva avuto già undici figli quando nacque Giacomo. Il giovane Giacomo, tuttavia, ebbe modo di apprendere presto ad intagliare il legno, e durante il servizio militare – che avvenne nella città di Verona tra il 1927 ed il 1928 – Manzù fu ispirato dall’arte, in particolar modo grazie ai calchi presenti nell’Accademia di Belle Arti Cicognini.

Dal punto di vista prettamente artistico, di Manzù si può affermare che se da un lato, almeno inizialmente, avesse cercato di avvicinarsi all’Impressionismo, non fu certamente questa la sola corrente artistica che fece appassionare Giacomo. Infatti, lo scultore poté anche misurarsi con la scultura antica, sia di tipo religioso che civile, e ne sono esempio lampante nel particolare alcune opere, come le Deposizioni e le Crocifissioni, che insieme costituiscono una serie importante di ispirazione teologica e religiosa, ma anche etica e morale.

Di questo periodo, inoltre, appartengono anche diversi ritratti, in particolare le serie dedicate ai Cardinali ed ai Vescovi: siamo intorno al 1940-43, quando Giacomo si impegnò anche a livello politico nell’Antifascismo.

Il suo successo non si limitò solo all’Italia, ma ebbe anche una portata internazionale, tanto che nel 1966 vinse il Premio Lenin per la pace, e nel 1984 si fregiò del Premio Internazionale Feltrinelli.

Per alcuni anni si soffermò sulla decorazione della porta del Duomo di Strasburgo, in cui spicca in particolare il tema dell’amore e della maturità; ma l’opera veramente degna di menzione è il Monumento al Partigiano di Bergamo, nel 1977.

La morte sopravvenne a Roma, il 17 gennaio 1991.

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