De Grada Raffaele

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raffaele-de-grada-operaNasce a Milano nel 1885, e già da molto giovane aiuta il padre Antonio, pittore, nella decorazione di alcune opere. La sua famiglia si trasferì per un paio d’anni in Argentina e successivamente in Svizzera, dove rimase per lungo tempo.

Inizia a dipingere i paesaggi fluviali della Sihl studiando i toni naturali dei colori, frequentando le accademie di Dresda e Karlsruhe; di questo primo periodo è L’Elba su Dresda, raffigurazione del ponte sul fiume, dal quale si intuisce l’influenza del naturalismo tedesco.

Successivamente con lo studio dell’impressionismo francese esegue diversi ritratti paesaggistici, complice anche in viaggio in Italia, ad Orvieto, che vengono comprati ed esposti nella sua prima mostra personale nel 1913 a Zurigo. Nel 1915 sposa Magda Ceccarelli e quattro anni dopo decide di trasferirsi definitivamente in Italia.

È in questo periodo che il suo stile evolve in un profondo studio della natura, del colore e della luce alla ricerca di rappresentazioni paesaggistiche più moderne e talvolta dal carattere geometrico, ma sempre mantenendo un’impronta emozionale forte. La sua prima mostra personale in Italia avviene nel 1921 a Firenze, presso Palazzo Antinori, e riscuote un buon interesse nel vivace ambiente culturale fiorentino e dall’anno successivo è invitato a partecipare alla Biennale di Venezia, che nel 1930 ne ospita una sua personale.

Ritorna a Milano dopo alcune fortunate esposizioni del “Novecento”, con i dipinti della serie Le vedute del Lambro, la periferia di Milano e delle nature morte. Motivi economici lo spingono nel 1931 ad accettare l’insegnamento presso l’Istituto superiore d’arte di Monza, a cui poi rinuncia per il rifiuto della tessera del partito fascista.

Il figlio, che intraprende la strada del critico d’arte, porta nuovi giovani nella sua bottega e il De Grada passa gli ultimi anni tra Milano e la Toscana, continuando a ritrarre i paesaggi italiani. Muore a Milano nel 1957.

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