Cavalleri Vittorio

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cavalleri_vittorio-telaCavalleri Vittorio, fu un noto pittore italiano particolarmente dedito al paesaggismo ed al ritrattismo.

Nacque a Torino nel 1860 ed apprese l’arte della pittura prima con delle lezioni private dal pittore Francesco Sampietro e poi iscrivendosi presso l’Accademia Albertina, dopo aver lasciato gli studi di commercio (1878) verso cui era stato indirizzato dalla famiglia, composta da Gioacchino e da Felicita Angelino di estrazione borghese, che l’avrebbe ben visto inserito nel commercio delle stoffe. Furono suoi mentori Enrico Gamba, Pier Celestino Gilardi e Andrea Gastaldi.

Nel 1883 conseguì il diploma ed espose per la prima volta due opere nel Circolo degli artisti di Torino: Sentiero e Raggio di sole. Nel 1884 e nel 1885 espose anche alla Promotrice torinese di Belle Arti, fra le opere in mostra ricordiamo: quattro studi dal vero, un mezzo busto d’uomo e l’opera Delizie materne, Congresso forzato, Estate in collina, Ritratto di donna, Zappe abbandonate e Fiori di cimitero.

Proseguì con le esposizioni fino al 1913 producendolo un notevole numero di opere. Alla Promotrice in particolare continuò ad esporre anche negli anni venti del novecento e nel 1938.

In tutte le sue opere Cavalleri mostra uno spiccato interesse per l’impressionismo, un talento naturale nell’esprimere la propria personalità ed il fascino dei paesaggi. Pennellate robuste, disegno preciso, colori ora tenui ed ora vivaci, immersione totale nella natura che lo circonda, ecco i tratti distintivi dei quadri di Vittorio Cavalleri. I temi di genere furono uno dei suoi soggetti di maggior successo, dal 1890 in poi, riscuotendo molto successo di critica e di pubblico.

Nel 1885 Cavalleri decise di trasferirsi in una località presso Nichelino, poiché molto amante della tranquillità e della vita di campagna. Qui fu ospitato dalla famiglia Gachet fino al 1938 anno della sua morte.

Fu nominato  socio onorario dell’Accademia Albertina di Torino e di quella di Brera nel 1890. L’anno successivo, espose a Brera le opere Ritratto di signora e Baldoria. Nel 1892 vinse una medaglia d’argento all’Esposizione italo-americana, organizzata dalla Società Promotrice di Genova, con un’opera che commemorava il IV Centenario della scoperta dell’America. Vinse un altro riconoscimento nel 1896 alla Prima Triennale torinese con l’opera Empirismo. Ricevette anche vari premi ai Salons parigini del 1893 e del 1894.

Nel 1917 realizzò due lunette raffiguranti La pace e La guerra e I fedeli,  un ex voto per il santuario d’Oropa (Biella).
Negli anni trenta del novecento espose alla galleria Codebò ed alla Mostra dei paesaggisti piemontesi organizzata dalla Società degli amici dell’arte ed infine, nell’anno della sua scomparsa alla Mostra della montagna.

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