Carlo Maratta

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maratta_carlo-dipintoPittore italiano, Carlo Maratta – il cognome è incerto, potrebbe essere Maratti – nacque a Camerano, il 15 maggio 1625. Nonostante sia ad oggi molto noto per la sua capacità artistica pittorica, l’artista fu anche un restauratore, oltre ad essersi guadagnato un posto di rilievo per quel che riguarda la pittura seicentesca.

La sua carriera artistica, tuttavia, fu spesso oggetto di critiche e di divergenze, soprattutto nel periodo appartenente al Neoclassicismo, quando le sue doti artistiche vennero rigettate e criticate. Invece, durante il periodo in cui visse ed operò come artista, il pittore venne considerato come uno dei più importanti dell’epoca, e la sua carriera venne rivalutata nel Novecento.

Allievo di un altro esponente seicentesco, Andrea Sacchi, la formazione artistica di Carlo Maratta tenne conto di opere come quelle di Raffaello, e di Ludovico, Agostino, e Annibale Carracci, ma ben presto il pittore fu in grado di rappresentare una propria visione della realtà, che nell’opera La Natività del 1650, mostra tutta la sua ispirazione al classicismo ed al barocco romano.

Ed in realtà, se si dovesse esprimere una sorta di sintesi dell’opera di Maratta, non si potrebbe fare a meno di considerare questa sua tendenza al continuo tentativo – peraltro molto difficile e costellato di ostacoli, visto il particolare periodo – di mettere d’accordo classicismo raffaelliano e barocco, cercando di rendere quest’ultimo scevro dagli eccessi.

Fin dalla tenera età, l’artista mostrò un certo interesse per il disegno e per l’arte, tanto da decidere quasi subito in che modo sarebbe proseguita la sua formazione, che ebbe luogo a Roma; successivamente, il pittore trascorse un periodo ad Ancora, per poi ritornare a Roma dove si fermò per la maggior parte del tempo, sotto la protezione di Alessandro VII.

Tante furono le commissioni di un certo prestigio: da non dimenticare le opere Immacolata Concezione, Fuga in Egitto, e gli svariati quadri d’altare, nonché i ritratti, come quello di Andrea Sacchi, suo primo maestro, o di Antonio Barberini.

Carlo Maratta morì a Roma nel 1713.

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