Andrea Appiani

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Appiani-andrea-TelaAndrea Appiani fu un illustre pittore italiano, nacque a Milano nel 1754 e frequentò la scuola dell’Ambrosiana dove conobbe Carlo Maria Giudici. Si dedicò con particolare fervore agli studi anatomici  all’Ospedale Maggiore con Gaetano Monti, poi con il De Giorgi lavorando sulle opere di Leonardo e del Raffaello. Successivamente passò allo studio dell’affresco presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (1776) dove conobbe Giuliano Traballesi e studiò con Martin Knoller.

L’anno dopo lavorò alla sua prima commissione: una serie di affreschi nella chiesa parrocchiale di Caglio. Dal 1779 al 1782 s’impegnò con i fratelli Bernardino e Ferdinando Galliari a lavorare nel campo scenografico a Milano per poi spostarsi a Firenze per studiare con Domenico Chelli per un anno.

Una visita dell’arciduca d’Austria Ferdinando segna, nel 1789, un periodo molto importante per Appiani Andrea, difatti l’arciduca gli commissiona di affrescare la Storia di Amore e Psiche per la Rotonda delle Serre nella Villa Reale di Monza, in questo grande capolavoro Appiani mostra tutto il suo genio artistico che si risolve in una pittura aggraziata e delicata, dalle forme morbide e la luce tiepida in piano stile leonardesco.

Numerosi furono i viaggi compiuti per approfondire lo studio della tecnica, per lo più concentrati nel 1790 – 1791 quando visita Roma, Bologna, Napoli e Parma per dei brevi soggiorni di studio. Il 1793 fu un altro anno importante per l’Appiani che lavorò agli affreschi milanesi in Santa Maria presso San Celso. Si susseguirono altre importanti commissioni negli anni a seguire: a Roma nel 1795, al Palazzo milanese Sannazzaro–Prina dal 1795 al 1800 ed a Parma nel 1795.

L’anno successivo i francesi irruppero a Milano e Appiani fu nominato “Commissario superiore” con l’incarico di scegliere le opere d’arte lombarde e venete che venivano poi inviate a Parigi.

Agli inizi dell’ottocento con il ritorno degli austriaci prima e di Napoleone poi Appiani si trovò con poche commissioni fino a che non venne nominato di nuovo Commissario alle opere d’arte. Nel 1081 salì in cattedra insegnante all’Accademia di Brera e si occupò di vari incarichi fra cui un inventario della collezione arcivescovile da cui sceglierà ventitré dipinti che entreranno a far parte della Pinacoteca di Brera.

Ritornò a Parma nel 1803 per copiare gli affreschi del Correggio nella Camera di San Paolo, successivamente partecipò all’incoronazione di Napoleone e venne nominato primo pittore del Re d’Italia (1805). Nel 1808 si dedicò agli affreschi nel Palazzo Reale di Milano di cui sono rimasti l’Apoteosi di Napoleone e le quattro Virtù. Fra le ultime commissioni ricordiamo la decorazione degli interni della Villa Melzi d’Eril e Bellagio ed il dipinto del Parnaso nella Villa Reale di Milano, città in cui morì nel 1817 a causa di un infarto.

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