Il Pittore Bellini

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Pittore italiano tra i più celebri del Rinascimento, Giovanni Bellini – anche noto con il nome Giambellino – nasce a Venezia, nel 1433 circa, e muore il 26 novembre del 1516: non si conosce la data esatta della sua nascita, anche se lo storiografo fiorentino Vasari sostiene che Giambellino sia nato nel 1426, data smentita da un documento del testamento della madre del pittore, Anna Rinversi, in occasione del primo parto, avvenuto nel 1929. Poiché Anna e Jacopo Bellini ebbero tre figli – ne esiste anche un quarto “incerto”, Niccolò – non è ben chiaro quale dei tre sia il primogenito, anche se in molti documenti appare il nome di Gentile, e non quello di Giovanni.

Le notizie riguardo la vita di Bellini si susseguono e si inseguono senza tuttavia darci alcuna certezza: secondo alcune fonti, il pittore potrebbe non essere figlio naturale della coppia, e questo spiegherebbe il motivo per cui Anna Rinversi, nel suo testamento del 1471, non fa menzione di Giovanni, ma solo di Niccolò, Nicolosia e Gentile. Ciò che è certo su Giovanni Bellini è la sua grande dote artistica: sin dal suo esordio – tra il 1445 e il 1450 – Bellini dimostra una intelligenza artistica senza precedenti, sebbene le sue prime opere siano considerate ancora acerbe. Tra queste, si potrebbero ricordare San Girolamo e Crocifissione, anche se la critica recente non si espone molto in merito alle date di queste due opere.

Tra le più importanti e degne di nota del pittore Bellini, non si possono non menzionare le Madonne col Bambino, serie di grande importanza in cui si notano influenze bizantine e fiamminghe allora presenti a Venezia grazie alle sue attività mercantili: le divinità da un lato con la loro fissità iconica, e l’attenzione al dettaglio dall’altro rappresentano due caratteristiche ben visibili nella Madonna Lehmann e nella Madonna greca, ma anche in quella di Filadelfia.

Da non dimenticare, poi, la serie della Pietà, tema anch’esso ripreso dalla pittura bizantina: a questo proposito sono da menzionare opere come la Pietà dell’Accademia Carrara di Bergamo e La Pietà del Museo Poldi Pezzoli, riferibili ad un periodo compreso tra gli anni cinquanta e sessanta e precedenti alle opere del Cristo morto sorretto da due angeli del Museo Correr, e della Pietà celebre della Pinacoteca di Brera. A questo periodo segue quella che viene denominata la fase mantegnesca, in cui l’arte del pittore Bellini viene influenzata dagli influssi del cognato Andrea Mantegna, e finalmente la maturità artistica, a cui fanno riferimento opere come Il Trittico di San Sebastiano e Il pollittico di San Vincenzo Ferrer.

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