Michele Cammarano

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Cammarano_Michele-telaMichele Cammarano (Napoli, 1835 – Napoli, 1920) si evidenzia come pittore italiano che intraprende inizialmente la sua vena artistica, presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. In seguito i suoi studi sono seguiti da Gabriele Smargiassi e Nicola Palizzi della scuola naturalistica di Posillipo.

Tuttavia non rimane il solo a subire il fascino ammaliatore dettato dalla figura di Giuseppe Garibaldi. Difatti si arruola nella Guardia Nazionale per combattere il brigantaggio. Dopo questa esperienza la sua carriera artistica acquista un sapore diverso e un tocco personale che lo contraddistinguono per tutta la sua carriera di pittore. Difatti i suoi dipinti trattano delle figure militari che sono basilari nelle sue opere e lo rendono molto particolare, considerato la sua ispirazione così originale.

Anche l’influenza del padre Salvatore, drammaturgo e librettista, e dello zio scenografo, sicuramente hanno inciso sulla sua arte. Trasferitosi a Roma, nel 65, crea a due opere d’arte, la prima dal nome “Il Campidoglio” e la seconda “Una partita a briscola o Rissa a Trastevere”.

Durante i tre anni del suo soggiorno a Venezia, dal 67, elabora “Piazza San Marco” (ora allo GNAM), il famoso dipinto che richiama in modo netto, la particolare caratteristica di uno stile che emula uno dei suoi preferiti modelli, Gustave Courbet. Circa sette anni più tardi, dà qualche barlume di anticipo del “Bal Au moulin de la Alette di Renoir”.

Il suo desiderio più intenso diviene quello di mettersi in contatto il famoso Renoir e così nel 1870 progetta un viaggio a Parigi. Appena giunto freme nell’incontrare il suo artista francese preferito.

L’ambiente così pieno di fascino gli dà l’opportunità di conoscere artisti quali Theodore Rousseau e Delacroix, anche loro molto incisivi come artisti. I dipinti del fratello del suo maestro Filippo Palizzi gli piacciono tanto da stimolare in lui una profonda ispirazione, coadiuvata dall’amicizia per Bernardo Celentano e dalla conoscenza con i Macchiaioli fiorentini.

Tutto questo influsso legato a queste care e interessanti figure artistiche lo porta ad uno stile all’insegna del realismo sociale. Questo suo stile si evidenzia in modo eloquente in “Ozio e lavoro”, una sua memorabile opera, presso la Galleria di Capodimonte, nelle “Risorse della povera gente” e “nell’Incoraggiamento al vizio” del 1867.

Il percorso artistico di Cammarano è proiettato, grazie anche alla sua indole calda e drammatica e anche all’influsso del padre, all’arte del racconto e della recitazione teatrale. I suoi dipinti così unici e originali, assume uno stile tutto personale, con mano sicura e decisa, e dai chiaroscuri, che imprimono un effetto forte e volitivo.

Prima di realizzare “La carica dei bersaglieri alle mura di Roma” (1871, Napoli, Museo di Capodimonte), e “La battaglia di Dogali”, quest’ultima opera tra le più famose, decise di visitare le location per un sopralluogo e soggiornare circa cinque anni per poterla realizzare.

Questa opera, infatti, gli viene commissionata dal governo italiano del 1887. La sua carriera si conclude con il ruolo di professore presso l’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove termine la sua vita ventuno anni dopo.

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