Guido Reni

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guido-reni-dipintoGuido Reni nasce a Bologna il 4 novembre 1575 nell’attuale Palazzo Ariosti di via San Felice 3 dal padre Daniele, musicista e maestro e dalla madre Ginevra.

È stato un pittore e incisore italiano, fra i maggiori del Seicento. Studia musica, perché avviato dal padre a questi studi ma li abbandona subito per entrare nella bottega di un amico del padre, il pittore fiammingo Denijs Calvaert.

Qui resta circa 10 anni e conosce compagni di apprendistato del calibro Francesco Albani e il Domenichino due pittori destinati a in seguito al grande successo.

Studia molto Raffaello, del quale fa più volte la copia dell’Estasi di Santa Cecilia e le incisioni del Dürer. Nel 1549 alla morte del padre lascia la bottega del Calvaert e aderisce all’Accademia degli Incamminati, una scuola di pittura fondata nel 1582 dai Carracci, successivamente chiamata Accademia dei Desiderosi (1590).

Qui emerge tutto il suo talento , infatti, diventa subito pittore indipendente e nel 1598 poco più che ventenne dipinge l’Incoronazione della Vergine e Quattro santi, oggi nella Pinacoteca di Bologna, per la chiesa di San Bernardo.

Vince in concorso con Ludovico Carracci, la gara per la decorazione della facciata dell’attuale palazzo municipale di Bologna. Nel 1602, si trasferisce a Roma per studiare nuove tecniche pittoriche.

Qui trova fama e successo, protetto da Paolo V e da Scipione Borghese, nonostante il successo riscosso a Reni non piaceva e, quindi, non sopportava la fretta con la quale doveva eseguire i lavori.

La riteneva come una mancanza di rispetto per l’arte e per l’artista, si sentiva poco più di un operaio prezzolato. Nel 1620 si trasferisce di nuovo a Bologna, dove si ferma definitivamente.

Fanno di tutto per trattenerlo nella capitale, gli viene offerto anche il titolo di Cavaliere che il maestro rifiuta. Il ritorno a Bologna lo rigenera ed egli continua a lavorare a ritmo serrato e dipinse non solo su quadri religiosi ma affronta anche tematiche mitologiche e letterarie.

Muore il 18 agosto 1642, all’età di sessantasette anni, dopo due giorni di agonia.

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