Bocchi Faustino

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bocchi_faustino-dipintoFaustino Bocchi fu uno dei più brillanti pittori italiani fra gli gli esponenti delle bambocciate”. Un termine, bambocciate, che definisce una corrente di pittura satirica in cui i soggetti sono feste, giochi, mascherate, creature della fantasia in un ambiente solitamente sfarzoso (c’è da dire che il Bocchi si dedicò anche ai paesaggi ed alle nature morte).

Il Bocchi fu decisamente un talento in questo stile: non ricercò mai il realismo o d’inserire una morale nelle sue opere bensì si dedicò soltanto a ritrarre scene grottesche, comiche e satiriche. In tal senso, osservando le sue opere, si può desumere che fra i suoi ispiratori vi fu Francesco Monti ed ovviamente Pieter van Laer, ovvero il creatore del genere “bambocciate”. Del resto c’è da dire anche che fra il Cinquecento e l’Ottocento la tendenza pittorica del bizzarro e del satirico era molto diffusa in Lombardia.

Bocchi Faustino nacque nel 1659 a Brescia. La sua formazione avvenne sotto la guida di Angelo Evardi (il Fiammenghino) dal cui studio non ebbe molto profitto visto che molto presto iniziò a dedicarsi alle bambocciate, ritraendo pigmei e lillipuziani in scene a dir poco fantasiose come: “La caccia al pulcino”, “Il guastafeste”, “Nani che si scaldano al fuoco”, “Danza di nani in riva ad un fiume” o “Il concerto”.

Vi sono altre teorie che affermano che in realtà il primo mentore fosse stato Carlo Baciocchi, che poi prese i voti affidando Faustino ad Evardi in ogni caso l’apprendistato terminò nel 1678 quando Evardi morì. Uomo modesto, Faustino Bocchi, evidentemente amante del genere fiammingo, si spostò di rado da Brescia e si dedicò quasi esclusivamente al genere delle bambocciate.

Purtroppo le opere del Bocchi sono di difficile datazione in quanto egli poche volte apponeva la data nelle sue opere, si sa però che inizialmente dipinse qualche opera sacra per la chiesa della Pietà di Brescia di cui non si è più avuta notizia. Inizialmente lo stile del Bocchi si presenta come cupo, tenebroso che va via via arricchendosi diventando sempre più luminoso, più disinvolto e più fantasioso.

Faustino Bocchi morì a Brescia nel 1741.

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