Magnasco Alessandro

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magnasco_alessandro_dipintoAlessandro Magnasco, detto il Lissandrino, fu un pittore italiano del settecento, famoso per la sua originalità e per i soggetti dei suoi quadri, per lo più scene popolari. Viene considerato anche un predecessore dell’Impressionismo.

Nacque a Genova nel 1667, rimasto orfano di padre (il pittore Stefano Magnasco), Alessandro andò a vivere bel 1682 con un mercante che lo portò con sé a Milano. Qui, il giovane artista, studiò con Filippo Abbiati che lo introdusse alla pittura veneziana fatta di contrasti cromatici e luminosi.

A Milano avvenne il debutto di Alessandro Magnasco, inizialmente la sua pittura s’incentrò sulla ritrattistica per poi passare ai paesaggi (rovine, vedute rurali e mari in tempesta) ed alle scene popolari aventi per soggetti frati, zingari, boscaioli e saltimbanchi aventi per sfondo scenari teatrali a volte dai toni drammatici. La prima opera risalente al 1697 fu “Paesaggio di rovine”.

Fu ospite del Gran Principe Ferdinando de’ Medici a Firenze (1703-1710) dove il pittore ebbe modo di raffrontarsi a diverse correnti e tecniche pittoriche, nonché stringere amicizia con diversi artisti quali: Stefano della Bella, Baccio del Bianco, Jacques Callot, Salvator Rosa, Giuseppe Maria Crespi e Giovanni Domenico Ferretti.

Fu di ritorno a Milano nel 1711 dove fu incaricato di realizzare la decorazione per l’entrata trionfale dell’Imperatore Carlo VI. Nelle successive commissioni di prestigio, fu incaricato dal conte Colloredo di realizzare nove tele di cui ricordiamo: “Lezione di catechismo” e “la Sinagoga” (1720-1725).

Di ritorno a Genova, 1735, realizzò “Il Trattenimento in un giardino di Albaro” (oggi situato nella Galleria di Palazzo Bianco).

Alessandro Magnasco si spense a Genova nel 1749 all’età di ottantadue anni.

Fra le più celebri opere e dipinti famosi di Alessandro Magnasco ricordiamo: Cena in Emmaus, S. Carlo Borromeo riceve gli Oblati, le Tentazioni di s. Antonio,Corteo nuziale di zingari e il Furto sacrilego.

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