Della Vecchia Pietro

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della-vecchia-pietro-quadroPietro Della Vecchia  nacque a Venezia nel 1603.

La sua formazione avvenne sotto la guida di  Alessandro Varotari, conosciuto come il Padovanino, da cui ereditò la passione per la pittura veneziana del secolo precedente, in particolar modo per quella di Tiziano e Giorgione.

Era infatti molto abile e conosciuto proprio per la bravura nel riprodurre i dipinti dei grandi maestri. Oltre alle copie, però, realizzava anche quadri in stile moderno. Si nota nelle sue opere anche l’influenza di Bernardo Strozzi, probabilmente a Venezia in quegli anni.

Della Vecchia diventò ben presto un pittore molto conosciuto, soprattutto per i quadri religiosi. Nel 1640 i procuratori di San Marco de Spura gli commissionarono due cartoni per mosaici. L’attività tenne l’artista impegnato per circa trent’anni, essendo tra l’altro il pittore ufficiale della Repubblica di Venezia.

Dagli anni ’50 in poi, si notano nelle sue opere maggiori tratti drammatici ed una ripresa dei primi modelli caravaggeschi; si veda ad esempio il dipinto Mosè e Aronne col Faraone, oppure il Martirio Ritrovamento dei corpi dei ssGervasio e Protasio (1652).

Il tema del macabro e l’uso di luci spettrali, uniti a scene di mancanza soffocante di spazio, è presente nei quadri La conversione di Francesco Borgia Marco Gussoni nel lazzaretto di Ferrara, che si rivelano elementi isolati nella produzione seicentesca.

L’artista era anche ottimo conoscitore di disegni e dipinti antichi, veniva infatti spesso chiamato per consulenze da mercanti e collezionisti.

Aprì inoltre un’accademia nella sua casa, frequentata, tra gli altri, dal futuro maestro del Tiepolo, il Lazzarini.

Sua moglie era Clorinda Renieri, anche lei pittrice e figlia del fiammingo Nicolas Régnier, pittore e mercante d’arte, col quale il della Vecchia strinse rapporti d’affari in quest’ultimo ramo.

Morì a Venezia nel 1735.

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